venerdì, gennaio 27, 2006, 08:54 AM
In molti ci chiediamo, quando si parla di riconversioni, il significato esatto di produzioni alternative allo zucchero identificate con "bioetanolo" e "biodiesel".Vediamo di chiarire un po' di che si tratta, a grandi linee, pur non volendo, con queste poche righe, pretendere di chiarire i problemi legati a tali produzioni.
Biodiesel
Di cosa si tratta?
Il Biodiesel è un prodotto naturale utilizzabile come carburante in autotrazione e come combustibile nel riscaldamento, con le caratteristiche indicate rispettivamente nelle norme UNI 10946 ed UNI 10947.
• è rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione;
• è biodegradabile, cioè se disperso si dissolve nell’arco di pochi giorni, mentre gli scarti dei consueti carburanti permangono molto a lungo;
• garantisce un rendimento energetico pari a quello dei carburanti e dei combustibili minerali ed un’ottima affidabilità nelle prestazioni dei veicoli e degli impianti di riscaldamento.
Come si produce?
Si ottiene dalla spremitura di semi oleoginosi di colza, soia, girasole e da una reazione detta di transesterificazione che determina la sostituzione dei componenti alcolici d’origine ( glicerolo ) con alcool metilico ( metanolo ).
Le materie prime
• Il Biodiesel è una fonte energetica rinnovabile e come tale comporta anche un ciclo produttivo che interessa altri settori come l’agricoltura.
• Parte dell’olio da trasformare può essere fornito da paesi del Centro- est Europa (futuri paesi UE) che dispongono di immense superfici scarsamente utilizzate. Se destinate a queste produzioni non genererebbero ulteriori eccedenze in ambito Comunitario.
• Per le zone povere del nostro territorio, (terreni marginali) in passato adibite a coltivazione ed attualmente abbandonate, che potrebbero fin da subito specializzarsi nella produzione di semi di colza, soia e girasole, dando così nuove opportunità al mercato del lavoro locale.
Può essere anche ottenuto da olii vegetali usati, il cui recupero è stato disciplinato dal DLgs 5 febbraio 1997, n° 22.
Questo consente di sottrarre definitivamente gli olii vegetali usati dal circuito dell’alimentazione zootecnica o da utilizzi ancora più pericolosi per la salute umana.
La Produzione
La sua produzione è del tutto ecologica, poiché non presuppone la generazione di residui, o scarti di lavorazione.
La reazione di transesterificazione prevede la generazione di glicerina quale “sottoprodotto” nobile dall’elevato valore aggiunto, della quale sono noti oltre 800 diversi utilizzi.
Impieghi del biodiesel
Il Biodiesel è utilizzabile direttamente poiché non richiede, alcun tipo d’intervento sulla produzione dei sistemi che lo utilizzano (motori e bruciatori).
• Nell’autotrazione (motori diesel) sia puro che miscelato con il normale gasolio.
• Nel riscaldamento.
Il Biodiesel nel riscaldamento può essere utilizzato direttamente sugli impianti esistenti, sia puro (al 100%) che in miscela con gasolio in qualsiasi proporzione.
Aspetti Ambientali
In confronto con il gasolio, il Biodiesel determina numerosi effetti positivi per l’ambiente:
• non contribuisce all’« effetto serra» poiché restituisce all’aria solo la quantità di anidride carbonica utilizzata da colza, soia e girasole durante la loro crescita;
• riduce le emissioni di monossido di carbonio (- 35%) e di idrocarburi incombusti (- 20%) emessi nell’atmosfera;
• non contenendo zolfo, il Biodiesel non produce una sostanza altamente inquinante come il biossido di zolfo e consente maggiore efficienza alle marmitte catalitiche;
• diminuisce, rispetto al gasolio, la fumosità dei gas di scarico emessi dai motori diesel e dagli impianti di riscaldamento (- 70%);
• non contiene sostanze pericolosissime per la salute quali gli i drocarburi aromatici (benzene, toluene ed omologhi) o policiclici aromatici;
• giova al motore grazie ad un superiore potere detergente che previene le incrostazioni;
• non presenta pericoli, come l’autocombustione, durante la fase di trasporto e di stoccaggio;
• la sua diffusione determina l’attivazione di un circuito virtuoso che promuove lo sviluppo di produzioni agricole non destinate alla alimentazione (non food), quindi non generatrici di eccedenze.
Bioetanolo
Il bioetanolo è un alcool (etanolo o alcool etilico) ottenuto mediante un processo di fermentazione di diversi prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais, sorgo, frumento, orzo), le colture zuccherine (bietola e canna da zucchero), frutta, patata e vinacce.
In campo energetico, il bioetanolo può essere utilizzato direttamente come componente per benzine o per la preparazione dell'ETBE (EtilTerButilEtere), un derivato alto-ottanico alternativo all'MTBE (MetilTerButilEtere).
Nonostante l'elevato costo di produzione, pari a circa due volte quello della benzina, il bioetanolo può risultare fonte di profitto quando si considerino le dovute agevolazioni fiscali e finanziamenti di origine governativa legate alla caratteristica "rinnovabile" di questa fonte energetica.
Il Bioetanolo può essere aggiunto nelle benzine per una percentuale che può arrivare fino al 30% senza dover modificare in nessun modo il motore o, adottando alcuni accorgimenti tecnici anche al 100% come in Brasile dove, per ragioni di politica energetica locale, l'etanolo è stato utilizzato per diversi anni anche come carburante "unico" in sostituzione della benzina. Oggi viene molto utilizzato anche in Svezia, la nazione europea dove più si sta sviluppando il mercato del bioetanolo.
Quando si fermentano cereali per ottenere il bioetanolo, i sottoprodotti della lavorazione possono essere utilizzati nella mangimistica. Nella produzione da canna da zucchero si ottiene un sottoprodotto, denominato bagassa, che può essere destinato alla coproduzione di energia elettrica e calore (cogenerazione).
Orientativamente, si può stimare che il rendimento di bioetanolo, a partire da cereali, si aggiri intorno al 30% (30 kg di etanolo da 100 kg di cereali fermentati).
Per i mangimi ottenuti come sottoprodotto si può stimare una resa più o meno analoga.
In alternativa, il bioetanolo può essere prodotto a partire da biomasse di tipo cellulosico, ovvero dalla gran parte dei prodotti o sottoprodotti delle coltivazioni. In questo caso la biomassa viene idrolizzata per trattamento con acido solforico per produrre zuccheri che successivamente vengono inviati alla fermentazione utilizzando flore batteriche modificate geneticamente. Anche se impiega materie prime meno pregiate, questa seconda via è ancora molto costosa (30-40% in più rispetto alla fermentazione classica).
Materie Prime
Nella realtà corrente sono costituite soprattutto da cereali, canna da zucchero e barbabietole, […] Poiché la sicurezza della disponibilità di energia è fondamentale per un paese, la produzione agricola a essa destinata deve poter essere garantita con continuità.
(fonte: http://www.progettomeg.it/biocarburanti)
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giovedì, gennaio 26, 2006, 08:45 AM
Il 24 GENNAIO, presso i locali del Seminario di Fermo, si è tenuto un convegno di Coldiretti, essendo giunto il momento (meglio tardi che mai), anche per gli agricoltori, di preoccuparsi del futuro della loro professione. Il convegno, a quanto pare, non ha soddisfatto gli agricoltori, che hanno assistito ad una serie di interventi senza poter prendere la parola... (25/01/06-16:15) Scoppia la protesta dei bieticoltori. Previsti picchetti e manifestazioni.
“Una carrellata di politici e di esponenti della Coldiretti, tre ore di discorsi, agli agricoltori non è stata data la possibilità di intavolare un dibattito, i politici hanno abbandonato l’aula senza nemmeno salutare”. Questo quanto riferiscono i bieticoltori presenti ieri al convegno organizzato dalla Coldiretti al teatro del seminario di Fermo. Con una nota gli agricoltori del settore bieticolo annunciano che “abbandoneranno le associazioni sindacali e che soprattutto si faranno giustizia da soli”. Nei prossimi giorni scenderanno in strada con i loro mezzi in vari punti del territorio Fermano per protestare contro la nuova riforma bieticola. Ad una settimana dall’inizio della campagna di semina i bieticoltori si trovano a non aver ancora ricevuto il 40% del saldo dei corrispettivi per la campagna dell’anno scorso e si trovano di fronte ad un’incognita per il 2006 (377 mila tonnellate di bietole in sovraproduzione). La situazione, dunque, come prevedibile, si aggrava. Dopo i lavoratori della Sadam ora gli agricoltori. Sono attese manifestazioni eclatanti.
(fonte: RADIO FERMO 1)
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mercoledì, gennaio 25, 2006, 08:19 AM
SENATO: DOMANI VOTO IN COMMISSIONE SU EMENDAMENTI A DECRETO INTERVENTI URGENTI473 - 24:01:06/16:30 - roma, (ap) - la commissione agricoltura del senato vota domani gli emendamenti al decreto legge sugli interventi urgenti in agricoltura (2/2006). tra le misure che dovrebbero, con emendamenti della maggioranza, essere inserite e sulle quali e' atteso il parere della commissione bilancio sulla copertura delle misure ci sono quelle che riguardano la previdenza agricola; l'iva speciale per la pesca; il fondo bieticolo saccarifero, i biocarburanti e l'abrogazione del comma 147 della finanziaria 2005 che tagliava la indennità di disoccupazione agricola. il governo esclude invece la presentazione di propri emendamenti, fra l'altro in materia di ratei delle multe sulle quote latte, dei quali era circolata voce questa mattina in senato.
(fonte: AGRA PRESS)
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martedì, gennaio 24, 2006, 01:10 PM
Un'intervista al Ministro dell'ambiente Matteoli che potrebbe suggerire qualche idea ai proprietari delle società saccarifere:"A giorni sarà emanato il decreto per la definizione operativa del programma sui biocarburanti".
Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, alla presentazione della fiera Vegetalia, dal 27 al 29 gennaio a Cremona, quest'anno dedicata proprio all'energia bio. E per il bioetanolo boom di incentivi per un totale di 73 milioni di euro l'anno per tre anni (2005-2007), 58 milioni all'anno in piu' rispetto alla Finanziaria 2001.
"In particolare per quanto riguarda il bioetanolo e l'Etbe (etil-terziario-butil-etere) - ha spiegato Matteoli - la finanziaria 2005 ha riconfermato un'accisa fortemente agevolata per il triennio 2005-2007 per un limite di spesa che è passato dai 15 milioni di euro annui, previsti dalla finanziaria 2001, a ben 73 milioni di euro annui.
Per il biodiesel è stata stabilita un'esenzione di accisa per un contingente di 200.000 tonnellate l'anno nell'ambito di un programma di sei anni (2005-2010)". Tra gli ulteriori provvedimenti allo studio per favorire la diffusione dei biocarburanti, ha riferito ancora Matteoli, c'è la revisione di una Direttiva Ue già recepita che prevede che il contenuto massimo di biodiesel nel combustibile diesel sia del 5%, quello di bioetanolo e di Etbe nella benzina sia rispettivamente del 5% e del 15%. In previsione, ha annunciato il ministro, c'è l'innalzamento di questi limiti.
Matteoli ha quindi ricordato il cofinanziamento del ministero dell'Ambiente al centro di ricerca sulle Biomasse all'Università di Perugia, che ha inaugurato la sua attività nel gennaio 2004. "Da quella data - ha riferito il ministro - il centro ha già approvato diversi progetti per impianti pilota relativi alla produzione di energia da biomassa, tra cui un impianto di trigenerazione che produce energia elettrica, calore e refrigerazione".
Proprio il centro di Perugia, inoltre, per incrementare significativamente l'energia elettrica rinnovabile prodotta da biomasse, "si è fatto promotore e ha già predisposto un accordo tra diversi soggetti, tra cui le associazioni di agricoltori, per la realizzazione di un progetto sull'impiego di biomassa agro-forestale derivante da colture energetiche in centrali alimentate a carbone mediante il processo di co-combustione".
In particolare il progetto, porterebbe allo sviluppo, alla produzione, alla raccolta, al trasporto, allo stoccaggio, al controllo e all'impiego delle biomasse nei processi di co-combustione con percentuali, in termini energetici, comprese tra il 5% ed il 15% di biomassa in sostituzione del carbone, ha spiegato Matteoli.
"L'equivalente potenza installata in Italia passerebbe così - ha sottolineato il ministro - dagli attuali 400 Megawatt elettrici a 1600 MWe contribuendo per un 2% a soddisfare gli impegni previsti dal protocollo di Kyoto". I primi 800 MW si potrebbero già realizzare entro due anni, senza spese da parte dello Stato e senza costruire nessuna nuova centrale ma utilizzando la Co-Combustione delle biomasse nelle centrali a carbone esistenti. Si calcola - ha concluso Matteoli - che con un progetto simile potrebbero essere riconvertiti quasi mezzo milione di ettari di terreno agricolo a colture energetiche a prezzi altamente remunerativi per gli agricoltori".
(Fonte: www.ambiente.it)
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martedì, gennaio 24, 2006, 10:36 AM
Considerazione personale: ieri sera guardavo un telegiornale.. durante un servizio c'è stata una breve intervista ad Alemanno. Piena di speranze ho alzato il volume: in effetti dava una sua opinione sulla crisi in cui sta versando ... l'ALITALIA! ALEMANNO PARLAVA DELLA CRISI DELL'ALITALIA!!!! Ma se il settore bieticolo saccarifero non interessa lui, che ne è in qualche modo responsabile, può mai interessare la stampa nazionale e gli italiani in generale?? C'è qualcosa che non va...4 commenti » (275 visite)
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