ZuccheroAmaro

giovedì, febbraio 2, 2006, 01:50 PM
Un anonimo utente mi invia un interessante resoconto di come vanno le trattative sindacali anche di altre realtà industriali. Utile per un confronto.
Mando il contributo così com'è, in quanto questo sito è nato per dare libero sfogo a chiunque e per diffondere anche stati d'animo, oltre che informazioni.



La SGL CARBON è un’azienda di Ascoli Piceno, che ad Ottobre 2005 ha aperto ufficialmente la procedura di mobilità che interessa 112 maestranze, sulle 152 che lavorano presso lo stabilimento, giustificando la decisione con un calo della domanda e il cambio sfavorevole euro-dollaro. Appena ricevute le lettere di licenziamento, è iniziata la mobilitazione con lo stato di agitazione dei dipendenti.

Le Istituzioni, Comune, Provincia e Regione si impegnano a trovare soluzioni adeguate per i lavoratori, mettendo in gioco la propria credibilità politica.

Nel mese di Dicembre, mentre inizia la riconversione dell’azienda, arriva l’accordo votato all’unanimità dai dipendenti: la mobilità si è trasformata in Cassa Integrazione Straordinaria.

1. L’azienda corrisponderà una integrazione salariale di 500 euro per ciascun mese di permanenza in cassa integrazione, con il personale che si vedrà riconosciuto anche il diritto a maturare per intero la tredicesima mensilità.

2. Quelli che con la mobilità raggiungeranno i requisiti minimi di pensionamento e per quelli che al termine della scadenza di dodici mesi di cassa integrazione accetteranno la mobilità, l’azienda corrisponderà loro 700 euro mensili per ogni mese di permanenza in mobilità.

3. Per quanti rassegneranno le dimissioni volontarie entro il 31 gennaio 2006 rinunciando alla mobilità verrà riconosciuto un incentivo all’esodo di 40 mila euro .

4. Ai lavoratori che accetteranno di ricollocarsi presso altre aziende verrà riconosciuto un incentivo di 10 mila euro .

Per ciò che concerne la Cassa Integrazione Straordinaria, che partirà dal 19 gennaio 2006, sarà a rotazione tra tutti i 150 dipendenti.

Con la possibilità che 70 lavoratori vengano assunti entro il primo semestre del 2006, mentre altri 60 potranno trovare accoglimento, con la riconversione, entro la metà del 2007». A parità di salario (al lordo contributivo), con la possibilità di accedere a due contratti: metalmeccanico e terziario.

Tutto risolto in due mesi !!! Sindacati, dipendenti, istituzioni soddisfatte.

Il confronto con la realtà dello Zuccherificio Sadam di Fermo è naturale ed impietoso.

I tempi sono gli stessi, il numero dei dipendenti è circa lo stesso, le istituzioni e le figure forze politiche sono le stesse, le sigle sindacali anche; in più dalla comunità europea sono stati stanziati milioni di euro di incentivi per la chiusura ed altri milioni di euro per la riconversione; sono interessati ministri, sindacati nazionali, associazioni agricole, etc. (Il problema forse è la spartizione degli incentivi e l’esigenza sindacale di fare un accordo nazionale di settore).

Dopo numerosi scioperi, manifestazioni, blocchi stradali, solidarietà, promesse e pacche sulle spalle, l’unica certezza vera che i dipendenti hanno è che lo stabilimento è chiuso! La risposta a qualsiasi domanda sul futuro è: non si sa! Però, sembra che …


Ed allora vediamoli i “sembra che”:

Sembra che la procedura della crisi del settore sia stata chiesta, ma non sia stata data. Procedura che se riconosciuta dal governo prevede l’utilizzo gli ammortizzatori sociali (con relativa copertura finanziaria) a sostegno dei lavoratori.

Sembra che comunque i soldi per cassa integrazione e mobilità ci siano; ma non si sa bene dove stanno! Ed anche se sciolgono le camere i soldi ci sono sempre!?!

Sembra che si stia trattando per una integrazione aziendale per la cassa integrazione, ma che se si arriva a 100/200 euro sarà un successo.

Sembra che si stia trattando per un incentivo per chi vuole lasciare il settore, ma che se si arriva a 25/30 mila euro sarà un successo.

Sembra che l’incentivo sia offerto dopo la cassa integrazione; in tutti gli accordi vi sono due forme di incentivi per “l’esodo”: uno, più cospicuo, se si lascia subito; l’altro, più piccolo lasciando durante la cassa integrazione.

Sembra che in caso di non riconversione, la cassa integrazione sarà di un solo anno.

Sembra che sia stata chiesta la mobilità lunga, ma sembra che non sia stata concessa.

Sembra che anche senza l’accordo sindacale le aziende possano iniziare la procedura della cassa integrazione.

Sembra che la riconversione in una centrale elettrica alimentata a biomasse ricollochi soltanto 30/35 persone massimo su 125 dipendenti fissi (senza contare i 250 stagionali). Sembra che per la 2^ centrale ci siano poche speranze di realizzarla.

Sembra che a Campiglione non vogliano la centrale, è pronto un altro sito ma non si sa dove. Intanto sembra che sia stato presentato un progetto con la centrale a Campiglione.

Sembra che la Società non sia intenzionata a produrre Biodiesel a Fermo, ma solo energia elettrica (centrale da 22MW) con olio di girasole e non con biomasse legnose.

Sembra che il Comune di Fermo abbia presentato un progetto di riconversione per la produzione di Biodiesel da olio di girasole e una centrale a biomasse legnose da 10MW.

Sembra che i due piani di riconversione siano uno il contrario dell’altro.

Sembra che ci siano delle società private interessate a produrre bioetanolo a Fermo, ma non si sa chi siano.

Sembra che L’Amministrazione Provinciale abbia organizzato un convegno da dove è scaturito un progetto di riconversione per la produzione di Energia Elettrica con 2 centrali da 6MW ma per problemi di approvvigionamento delle biomasse una sorgerebbe nel Fermano ed una nel territorio Ascolano!?!?!

Sembra che in questo piano di riconversione ci sia qualcosa di poco chiaro??

Sembra che il confezionamento debba rimanere in funzione; ma non è sicuro; e se si, non si sa per quanto tempo.

Sembra che l’officina meccanica rimanga e ricollochi del personale; ma non si sa quando, quante e quali figure professionali.

Sembra che verrà ampliata la Divisione Ingegneria; ma non si sa quando, quante e quali figure professionali ricollochi, e se verrà qualcuno da altri stabilimenti.

Sembra che una parte dei dipendenti debba andare a lavorare nello Zuccherificio di Jesi; ma non si sa quando, quante e quali figure professionali; per quanto tempo, se si lavorerà a turni e se ci saranno degli incentivi. E soprattutto non si sa se a Jesi faranno la campagna.

Sembra che nel frattempo sia iniziata, in modo non molto trasparente, la spartizione interna per i posti migliori in caso di rotazione in cassa integrazione.

Sembra che Eridania-Sadam ed Italia Zuccheri siano disposte ad un accordo, mentre la Sfir no; sembra che sia meglio andare verso un accordo separato; pur di andare incontro alla Sfir, i dipendenti potrebbero rimetterci economicamente.

Sembra che sempre più lavoratori pensino che ci sia una volontà a non raggiungere un accordo, ma non si sa quanto ancora possano sopportare di essere presi in giro.

Sembra che si ricominci da capo; protesta davanti alla questura, manifestazione a Roma davanti al ministero, blocchi stradali, solidarietà, promesse pacche sulle spalle, etc.

Per le ipotesi formulate sopra, non c’è niente di ufficiale, scritto o certo (tranne l’ultima); da due mesi solo chiacchiere!

Nel frattempo il tempo passa senza che nulla si muova, sia a livello aziendale che istituzionale. I dipendenti sino ad ora anno messo in campo disponibilità e pazienza, e con senso di responsabilità hanno fatto si che tutte le operazioni di lavoro programmate si svolgessero nella maniera più efficiente. Il tutto in un clima di fiducia verso la società, istituzione e associazioni sindacali, nella speranza di favorire un futuro per i lavoratori.
Gli impegni ed i progetti messi in campo, al momento non hanno però prodotto gli effetti sperati; sono comprensibili perciò gli stati d’animo dei lavoratori che chiedono certezze.

Sembra che la nuova provincia di Fermo a livello di impatto sociale non sia efficiente come la vecchia provincia di Ascoli; sembra che la nuova sarà una provincia di disoccupati ( Conceria Sacomar – Zuccherificio Sadam – Crisi settore calzaturiero – Crisi settore agricolo, etc.).

I veri impegni della nuova provincia e di tutte le istituzioni, non sono l’individuazione di palazzi dove collocare gli uffici e la ripartizione nel territorio dei nuovi enti, ma dare un futuro sociale concreto agli abitanti del territorio.

P.S.
Dopo tanti “sembra che”, una notizia certa; i tre Gruppi Saccariferi hanno annunciato l’inizio della procedura per la Cassa integrazione!! L’unica cosa sicura è la più drammatica.

Senza nessun accordo, nessuna garanzia di riconversione; dopo due mesi di trattative, scioperi, manifestazioni, assemblee e rassicuranti interventi politici in stile preelettorale. Tutto inutile; tante parole e impegni non mantenuti che rendono maggiormente amaro questo momento; una grande delusione, un senso di abbandono e di sfiducia verso i sindacati, le istituzioni, la società.

Ma già sono ripartite le rassicurazioni. Non cambia niente…, entro 25 giorno si farà l’accordo, la società è disposta…, 1.200 Euro di cassa integrazione!?! e vuoi mettere le ricollocazioni? 30 quà, 25 là, 15 per quella cosa, e poi c’e’ quell’altro progetto che se va sono altre 20 persone; 35 con la centrale, e con la seconda sono altre 20; e poi comune, nuova provincia, nuovo ospedale; ce ne fossero di cassaintegrati da ricollocare!! Tutti tranquilli, il futuro è roseo, abbiate fiducia, fate i bravi, non create problemi, vedrete che tutto si risolverà.

L’importante è stare calmi; quando ve lo hanno messo in quel posto, più vi muovete e peggio è!

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giovedì, febbraio 2, 2006, 10:36 AM
Ieri è andata in onda l'inchiesta che era stata anticipata qui da qualche giorno.
Innanzitutto vorrei ringraziare le brave Amalia Carosi e Ilaria Sotis per come hanno condotto il programma. Chi non ha potuto seguirlo può scaricarlo dal sito della trasmissione, cliccando su

http://www.radio.rai.it/radio1/laradion ... elenco.cfm

(La trasmissione è seguita da più di 1.000.000 di ascoltatori...)
Per chi non ha possibilità di ascoltare il file, posso brevemente descrivere le impressioni che ho avuto io:
Il problema è stato inquadrato in maniera molto precisa e diretta dalla conduttrice, la quale ha rivolto domande al dr. Tamburini, presidente di Unionzucchero, al dr. Catania, del Ministero dell'agricoltura, a Sergio Retini, della FAI CISL, a Roncarato, presidente di ANB. Il dr. Catania ha sostenuto che non è vero che le quote siano state ridotte del 50%, e che i produttori possono benissimo scegliere di continuare a fare zucchero, solo che ci rimetterebbero moltissimi soldi. Mentre invece se decidono di smettere ne prendono parecchi. Il dr. Tamburini ha dichiarato che esistono programmi di riconversione praticamente per tutti gli stabilimenti, ma conferma che più di 40 o 50 dipendenti per fabbrica non saranno ricollocati. Il che significa che ovviamente circa 70 - 80 dipendenti stabili non avranno più un lavoro, e degli avventizi.. neanche a parlarne. Quando la Sotis ha chiesto chiarimenti al dr. Catania, che come rappresentante del Ministero dell'Agricoltura doveva in qualche modo difendere le scelte di Alemanno (il quale, ricordo, aveva garantito di poter mantenere lo stesso livello occupazionale), ha ottenuto in risposta: "Noi non possiamo farci nulla, al massimo possiamo vigilare sul miglior utilizzo possibile dei fondi europei".

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mercoledì, febbraio 1, 2006, 08:53 AM
Ricordo a tutti che oggi alle 12.35 su Radio1 andrà in onda la trasmissione, in diretta, che tratterà del nostro problema. La redazione di RadioRai è stata già informata degli ultimi sviluppi. Probabilmente ci sarà la possibilità di intervenire in diretta, e fare domande agli altri ospiti (tra cui, ricordo, il presidente di Unionzucchero e un rappresentante del Ministero dell'agricoltura). Invito dunque tutti coloro che ne hanno voglia a scrivere qui, sul sito, commenti e domande che potrebbero essere girati ai vari ospiti della trasmissione.

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mercoledì, febbraio 1, 2006, 08:39 AM
Finalmente anche gli agricoltori si sono uniti alla protesta dei dipendenti. Ieri a Fermo (anzi, Campiglione) si è creato un bel polverone grazie anche alle numerose macchine agricole con cui sono intervenuti. La stampa (ovviamente solo LOCALE) c'era in abbondanza, come pure le amministrazioni locali (sindaco di Fermo, Presidente della Provincia di Ascoli, Assessori regionali....). Tutti meravigliati e indignati per la mancata parola delle varie società. Ora non ci resta che sperare di ottenere qualcosa di concreto nei 25 giorni di trattative (tempi tecnici che per forza devono passare prima della attuazione delle richieste di cassa integrazione) che seguiranno. A partire dai prossimi 6 e 7 febbraio...
E per le riconversioni? A chi dovremo mai rivolgerci, per avere qualche garanzia sulle riconversioni???

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martedì, gennaio 31, 2006, 09:10 AM
E' apparsa sul sito web del Ministero delle Risorse Agricole e Forestali la convocazione del tavolo di filiera bieticolo saccarifero per il giorno 6 febbraio alle ore 14.30. Non è esattamente il tavolo d'incontro che avevamo richiesto, ma sicuramente ciò non impedirà di affrontare le nostre problematiche.
Sul versante industriale è pervenuta una richiesta di incontro di Unionzucchero per una ripresa del confronto, ma anche l'intenzione di aprire la procedura per la cassa integrazione straordinaria.
Avevamo intenzione di ribadire a Unionzucchero la nostra disponibilità a condizione che non avessero avviato prima dell'incontro le procedure.
La risposta ci è stata con l'invio delle lettere di avvio della procedura di cassa integrazione.
Riteniamo pertanto che, per la giornata di domani, 31 gennaio venga data una risposta decisa con l'utilizzazione delle otto ore di sciopero, con ulteriori iniziative a livello locale e mantenendo le iniziative già previste di incontrare le Istituzioni ed i Prefetti evidenziando le difficoltà e le ricadute sul versante occupazionale locale.
Mentre il coordinamento sindacale è convocato a Roma per i giorni 6 e 7 febbraio alle ore 11.00. Seguirà circolare con indicazioni logistiche.
Venerdi 3 febbraio le segreterie nazionali incontreranno i vertici di Unionzucchero per un esame generale della situazione.

FAI CISL (S. Retini)
FLAI CGIL (G. Battistelli - E. Ronconi)
UILA UIL (T. Bocchi - A. Mattei)

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