lunedì, marzo 5, 2007, 12:18 PM
Cuba e Venezuela Nuovo impulso al bio-diesel latinoamericano
Accordi per la produzione di nuovi impianti di etanolo
Olivier Turquet
Fonte: Misna http://www.misna.org - 2 marzo 2007
3 marzo 2007
I governi dell’Avana e di Caracas si sono accordati per la costruzione di 11 impianti per la produzione di etanolo, l’'alcol derivato dalla canna da zucchero utilizzato come combustibile ‘pulito’, nell’ambito di oltre 350 nuovi programmi bilaterali nei settori energetico, sanitario ed educativo, che dovrebbero essere portati a termine entro la fine del 2007. Concludendo all'’Avana i lavori della VII Commissione mista intergovernativa, alla presenza del presidente ‘ad interim’ Raúl castro, i ministro dell'’Energia venezuelano Rafael Ramírez e quello del dicastero dello Zucchero cubano, Ulises Rosales, hanno siglato intese per garantire il finanziamento degli impianti per contribuire alla preservazione dell’ambiente, ridurre il consumo di combustibili fossili e sviluppare fonti alternative di energia. “"Nel 2006 ci siamo accordati su 31 progetti bilaterali per 28,5 milioni di dollari. Nel 2007 innalzeremo questa som ma a 1.500 milioni di dollari"” ha detto il ministro per gli Investimenti sociali cubano, Marta Lomas. La cooperazione tra Cuba e il Venezuela ha consentito, alla fine del 2004, il lancio della cosiddetta Alternativa bolivariana delle Americhe (Alba), un meccanismo di integrazione regionale contrapposto al fallito progetto dell’'Area di libero scambio delle Americhe (Alca) - – a cui hanno aderito in seguito anche Bolivia e Nicaragua. Lomas ha riferito che gli scambi commerciali bilaterali sono passati intanto dai 900 milioni di dollari del 2000 a 2.640 milioni di dollari nel 2006.
3 commenti » (2602 visite)
martedì, febbraio 27, 2007, 09:42 AM
"E’ mai possibile che in questo paese si continui ad assistere allo scempio di un patrimonio come l’agroalimentare, assecondando le posizioni corporative di chi continua a coltivare interessi di bottega arrogandosi il diritto di porre dei veti per impedire posizioni condivise tra i diversi soggetti che operano nelle filiere".Dopo l’o.c.m zucchero, per la quale abbiamo impedito, con un’azione condivisa tra Governo, Imprese, Organizzazioni Sindacali e parte delle Associazioni Agricole, l’ulteriore taglio del 12% delle produzioni, sull’o.c.m. ortofrutta si rischia di replicare un film già visto.
Ormai ci stiamo sgolando per richiamare tutti al rischio di perdere prodotto e lavoro sul trasformato se passasse la proposta della Fischer Boel.
Stiamo ripetendo in tutte le sedi ed in tutte le “salse” quanto sia necessario rivedere la decisione del disaccoppiamento totale per evitare la cancellazione o il ridimensionamento drastico di intere filiere come quella del pomodoro.
Dopo un anno passato a recuperare il disastro dello zucchero, tentando di dare vita alla filiera agroenergetica come occasione di sviluppo e per recuperare i 13 siti (2500 lavoratori) dimessi, con un atteggiamento della parte agricola della filiera che definire attendista è eufemistico, non vogliamo passare una vita a recuperare il disastro del “pomodoro”.
Per questo motivo non condividiamo la posizione, come quella della Coldiretti, che si pone come unico obiettivo la gestione degli aiuti disaccoppiati della U.E.
E’ un paese strano il nostro: da una parte si sbandiera la qualità e l’integrità della filiera, dall’altra non si fa nulla per supportarla, qualificarla e renderla competitiva.
A questo punto pretendiamo la costituzione di un tavolo apposito presso il Ministero delle Politiche Agricole, appezzando in tal senso le posizioni assunte dal Ministro De Castro, con l’obiettivo di stringere le fila e produrre un documento unico con il quale l’Italia si possa misurare con una forte tenuta a livello europeo.
Ci vuole coerenza: non si può chieder di valorizzare l’agricoltura e poi far finta di niente di fronte all’utilizzo del lavoro nero ed illegale da parte di “imprenditori” associati, non si può sbandierare la necessità di avere un piano agroalimentare nazionale e poi gestire solo gli interessi economici di breve durata, come gli aiuti disaccoppiati, non si può parlare di riconversioni delle produzioni e piani di sviluppo e poi mettersi “di traverso” nel momento in cui si aprono importanti prospettive.
Una cosa è sicura; se qualcuno pensa che in questa occasione ci accontenteremo di qualche ammortizzatore sociale e ci vorrebbe relegare ad un ruolo notarile, non solo si sbaglia, ma si assume la responsabilità di una tensione sociale senza precedenti".
[Fonte: www.bologna2000.com]
1 commento » (35 visite)
venerdì, febbraio 23, 2007, 09:09 AM
BRUXELLES - E' salva la produzione di zucchero dell'Italia: la scure di Bruxelles si abbatterà invece sui partner europei che non hanno rispettato gli impegni assunti al momento della ristrutturazione del settore. Alla prova dei fatti insomma, la Commissione europea ha riconosciuto che in Italia, ma anche in Grecia e in Portogallo, il settore bieticolo-saccarifero aveva tenuto parola e si era adeguato agli impegni presi, tagliando fino e oltre il 50% della propria produzione. Un risultato che capovolge la proposta iniziale di Bruxelles che puntava - di fronte ad una ristrutturazione insufficiente del settore - a un ritiro del 12% della produzione 2007-2008, indistintamente per tutti i partner dell'Ue, con l'obiettivo di sottrarre al mercato due milioni di tonnellate di eccedenze. Per far valere i diritti dei produttori italiani, l'Italia ha dovuto giocare in prima linea, con un lavoro di squadra portato avanti dal ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro.
Il ministro, dopo l'annuncio della proposta della Commissione europea e poi del voto nel Comitato Ue per la gestione dello zucchero, ha tenuto ad esprimere "gratitudine e soddisfazione" per il risultato ottenuto: "Grazie alla Commissione e a Mariann Fisher Boel - ha detto - che hanno ben colto come l'Italia avesse già più che pienamente contribuito alla riforma europea del settore bieticolo-saccarifero e hanno espressamente escluso che il nostro Paese sia chiamato a nuovi sacrifici".
Ai restanti produttori europei, che hanno ridotto la loro quota di produzione, alla data del primo luglio 2006, in misura inferiore al 50%, verrà applicato un taglio proporzionato alla riduzione effettuata. In questo gruppo si trovano Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria, Slovacchia, Finlandia e Svezia. Per tutti gli altri partner che hanno mantenuto intatto la loro quota il ritiro sarà non più del 12% ma del 13,5%. La proposta ha ottenuto il voto positivo di 16 stati membri, cinque i contrari e sei gli astenuti. Contro hanno votato Grecia, Slovacchia, Bulgaria, Romania e Danimarca.
Gli astenuti sono stati Belgio, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Repubblica Ceca e Svezia. I restanti paesi, tra cui l'Italia, hanno votato a favore. Dopo il voto del Comitato di gestione (che riunisce i rappresentanti dei 27 stati membri a livello tecnico), il provvedimento sarà formalizzato la prossima settimana dalla Commissione europea. In Italia lo scampato pericolo è stato accolto con grande soddisfazione dalle organizzazioni agricole e cooperative italiane. Per la Coldiretti il presidente Giorgio Marini ha parlato "di decisione coerente della Commissione europea con l'impegno dell'Italia nell'applicazione della riforma".
"Questa è una prova positiva del lavoro di squadra e della capacità negoziale del ministro De Castro" ha proseguito il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni. "Diamo atto al ministro - ha sottolineato a sua volta il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni - di aver gestito positivamente un difficile momento negoziale". Anche la Cia ha sottolineato "l'impegno di De Castro e della sua squadra", esprimendo "soddisfazione" per l'esonero dell'Italia dai tagli. "Un ringraziamento a De Castro, al governo italiano e alla commissaria Fischer Boel" ha espresso il segretario generale della Uila-Uil Stefano, Mantegazza. Infine, per il vicepresidente di Copagri, Franco Verrascina, "quello della Commissione era un atto dovuto. Plauso invece al fronte comune in Italia e al fondamentale lavoro del ministro De Castro".
2 commenti » (11 visite)
martedì, febbraio 20, 2007, 04:45 PM
leggevo una notizia su Adnkronos e mi chiedevo, sinceramente: "ma questo articolo è del 2007? possibile? ma no, è un errore, è uguale a quello che si diceva nel 2006... forse anche nel 2005... mi sta sfuggendo qualcosa?!"Lo riporto, per dovere di cronaca:
Energia, 4 zuccherifici trasformati in centrali elettriche
Elettricità da biomasse in Emilia Romagna, Toscana e Sardegna
Roma, 19 feb. - (Adnkronos/Labitalia) - Energia elettrica al posto dello zucchero. E' quanto prevede l'accordo di collaborazione tra Actelios, societa' del gruppo Falck, e Seci, societa' del gruppo Maccaferri, per lo sviluppo congiunto di progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nello specifico, sono quattro gli ex zuccherifici che saranno riconvertiti in impianti alimentati con biomasse per la produzione di energia elettrica, con una potenza installata complessiva di 150 MW: Castiglion Fiorentino (Arezzo), Russi (Ravenna), Fermo e Villasor (Cagliari). La riconversione, riguarda sia gli stabilimenti sia le relative aree agricole, precedentemente dedicate alla produzione di barbabietole da zucchero, dove verranno implementate coltivazioni 'no food' per la produzione di biomasse e oli vegetali. Il Gruppo Falck e il Gruppo Maccaferri nel passato hanno gia' sperimentato una collaborazione nella realizzazione di centrali di coogenerazione abbinate agli impianti saccariferi. Il progetto nasce a supporto del piano di riconversione industriale dei centri produttivi della Eridania Sadam Spa, legato alla restrittiva riforma comunitaria dell'industria saccarifera, che comporta la chiusura di 13 zuccherifici italiani sui 16 presenti sul territorio e la necessita' di riconvertire ad altre produzioni le aree precedentemente dedicate alla bieticoltura.
I benefici addotti dall'attuazione del progetto congiunto di Actelios e Seci saranno notevoli. ''Occupazione ed energia -ha dichiarato Federico Falck, presidente di Actelios- sono due temi che questo progetto consente di coniugare positivamente in favore del nostro Paese e la conservazione delle attivita' agricole e industriali sul territorio e la produzione di 'energia pulita' sono un esempio reale di sviluppo sostenibile''. Oltre alla salvaguardia dell'occupazione con il reimpiego delle maestranze che lavoravano negli zuccherifici, infatti, e' previsto un nuovo impulso al comparto dell'agricoltura locale e una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che ridurra' drasticamente l'emissione di gas serra, in piena adesione ai dettami del Protocollo di Kyoto. La riforma Ocm (Organizzazione comune di mercato) del 24 novembre 2005 ha imposto all'Italia la riduzione del 50% della produzione di zucchero, con un abbassamento dei prezzi del 36% entro il 2006. Per compensare le perdite, Ue e Italia risarciranno ai bieticoltori il 30% del calo di reddito. In particolare a Russi (Ra) si prevede un impianto di potenza a 30 MW, con un investimento di 82 milioni di euro, l'impiego di 25 dipendenti, a cui si aggiungerebbero 56 addetti ai 7 ettari di serre collegate all'impianto stesso che fornira' anche energia termica. Si prevedono inoltre 60 addetti al grande reparto di confezionamento zucchero che restera' attivo. Le coltivazioni dedicate (pioppo e canna comune) interesseranno circa 10 mila ettari.
''I progetti di riconversione degli zuccherifici sono frutto di un lavoro di concertazione iniziato un anno fa e che portera' alla piena rioccupazione dei circa 2.500 addetti del settore in tutta Italia, per i quali sono stati gia' concordati ammortizzatori sociali per 24 mesi''. Antonio Mattioli, segretario nazionale della Flai Cgil, ricorda con LABITALIA che ''i piani di riconversione concordati ai tavoli aperti al ministero delle Politiche Agricole e Forestali, al ministero del Lavoro e nelle regioni prevedono il passaggio dalla produzione dello zucchero a quella di bioetanolo (la bio-benzina) da mais e canna da zucchero, come nel caso di Pavia o Foggia o di energia da biomasse come nei 4 stabilimenti Castiglion Fiorentino, Russi, Fermo e Villasor''. ''Abbiamo operato di concerto con Mipaaf ed enti locali -afferma Mattioli- e ora siamo nella fase di progettazione''. Ora e' importante accelerare: ''In altri Paesi come la Francia -avverte Mattioli- il biocarburante e' gia' in vendita ai distributori da tempo, e a prezzi inferiori ai derivati dal petrolio''
2 commenti » (9 visite)
martedì, febbraio 20, 2007, 12:43 PM
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali1
DECRETO n. 102 TRAGR IV del 15 febbraio 2007
Recante disposizioni in materia di aiuto alla ristrutturazione all’industria dello
zucchero.
VISTO il regolamento (CE) ) n. 320/2006 del Consiglio del 20 febbraio 2006 relativo a un
regime temporaneo per la ristrutturazione dell’industria dello zucchero nella Comunità,
pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 58 del 28 febbraio 2006;
VISTO il regolamento (CE) n. 968/2006 della Commissione del 27 giugno 2006 recante
modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 320/2006 del Consiglio relativo a un regime
temporaneo per la ristrutturazione dell’industria dello zucchero nella Comunità, pubblicato
nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 176 del 30 giugno 2006;
VISTO il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, concernente la soppressione
dell’organismo pagatore e l’istituzione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA),
a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
VISTO il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali n. 341 del 21
giugno 2006, recante disposizioni per l’attuazione del regime temporaneo per la
ristrutturazione dell’industria dello zucchero, come modificato dal decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali n. 504 del 25 settembre 2006;
VISTA la domanda di aiuto alla ristrutturazione e il relativo piano di ristrutturazione
presentati da Co.Pro.B - Italia Zuccheri in data 1° luglio 2006;
VISTA la domanda di aiuto alla ristrutturazione e il relativo piano di ristrutturazione
presentati dal Eridania-SADAM S.p.A. in data 1° luglio 2006;
VISTA la domanda di aiuto alla ristrutturazione e il relativo piano di ristrutturazione
presentati da SFIR - Società Fondiaria Industriale Romagnola S.p.A. in data 1° luglio 2006;
VISTA la comunicazione della Commissione europea relativa alla stima delle risorse
finanziarie disponibili per la concessione dell'aiuto alla ristrutturazione per la campagna di
commercializzazione 2006/2007 nell'ambito dell'applicazione del regolamento (CE) n.
320/2006 del Consiglio relativo a un regime temporaneo per la ristrutturazione dell'industria
dello zucchero nella Comunità, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 234
del 29 settembre 2006;
VISTA la nota ministeriale n. 520 del 29 settembre 2006 con la quale è stato comunicata a
Co.Pro.B-Italia Zuccheri S.p.A. la concessione dell’aiuto alla ristrutturazione;
VISTA la nota ministeriale n. 518 del 29 settembre 2006 con la quale è stata comunicata a
Eridania-SADAM S.p.A. la concessione dell’aiuto alla ristrutturazione;
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
2
VISTA la nota ministeriale n. 519 del 29 settembre 2006 con la quale è stata comunicata a
S.F.I.R. –Società Fondiaria Industriale Romagnola S.p.A. la concessione dell’aiuto alla
ristrutturazione;
VISTA la nota ministeriale n. 1654/s del 27 novembre 2006 con la quale sono stati richiesti
chiarimenti alla Commissione europea in ordine ai tempi per l’effettuazione delle ispezioni
previste dall’art. 25, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 968/2006;
VISTA la risposta della Commissione europea, con nota n. AGR 34989 del 22 dicembre
2006, con la quale si forniscono chiarimenti in ordine alla possibilità di anticipare i tempi per
l’effettuazione delle ispezioni, a condizione che le imprese saccarifere abbiano realizzato le
misure e gli interventi previsti dal piano di ristrutturazione per quella campagna e abbiano
presentato la relazione annuale;
RITENUTO di dover adottare disposizioni relativamente al pagamento dell’aiuto alla
ristrutturazione e alla costituzione e svincolo delle cauzioni, alle relazioni delle imprese e
dello Stato membro nonché ai controlli e al recupero e sanzioni, di cui rispettivamente agli
articoli. 16, 22, 23, 24, 25, 26 e 27 del regolamento (CE) n. 968/2006.
DECRETA
Articolo 1
(Pagamento dell’aiuto alla ristrutturazione)
1. Il pagamento dell’aiuto alla ristrutturazione spettante alle imprese saccarifere per
tonnellata di quota rinunciata, di cui all’art. 3, paragrafo 1, del regolamento (CE)
n. 320/2006, è effettuato dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) -
Organismo pagatore, ai sensi e nei tempi di cui all’articolo 10, paragrafo 4, del
regolamento (CE) n. 320/2006.
2. L’importo della prima rata, pari al 40% dell’aiuto alla ristrutturazione di cui all’art. 3 del
regolamento (CE) n. 320/2006, è ridotto degli importi da versare ai coltivatori e ai
fornitori di macchinari, ai sensi del DM 341/2006 e successive modificazioni.
3. Il pagamento di ciascuna rata dell’aiuto alla ristrutturazione spettante all’industria
saccarifera è subordinato alla costituzione di una cauzione di importo pari al 120 %
dell’ammontare della rispettiva rata.
4. L’ammontare di ciascuna rata, da garantire mediante cauzione, in conformità al
successivo art. 2, è ridotto dell’importo determinato applicando la percentuale, calcolata
ai sensi del successivo articolo 2, comma 4, sull’intero aiuto alla ristrutturazione spettante
all’impresa saccarifera, previa autorizzazione all’AGEA – Organismo pagatore da parte
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a seguito dell’esito dei
controlli di cui al successivo articolo 5.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
3
Articolo 2
(Costituzione e svincolo della cauzione)
1. La cauzione deve essere costituita, secondo il modello predisposto da AGEA, tramite
fideiussione bancaria o polizza assicurativa a favore di AGEA – Organismo pagatore,
rilasciata da banche o istituti di credito iscritti all’albo delle banche presso la Banca
d’Italia e da società di assicurazione iscritte all’elenco delle imprese autorizzate
all’esercizio del ramo cauzioni presso l’ISVAP.
2. La garanzia ha durata fino al 30 settembre 2011, salvo svincoli parziali, o fino al
momento in cui, prima di detto termine, l’AGEA – Organismo pagatore, con apposita
notifica alla banca/società, darà comunicazione di svincolo della garanzia prestata a
seguito di autorizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
3. La cauzione è svincolata totalmente, salvo svincoli parziali, solo se ricorrono tutte le
condizioni previste dall’art. 22, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 968/2006.
4. L’impresa può richiedere, ai sensi dell’art. 22, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 968/2006 lo svincolo parziale della cauzione in proporzione all’importo degli oneri e
delle spese effettivamente sostenuti, risultanti dalla contabilità e dai bilanci, ivi compresi
quelli conseguenti alla svalutazione dei cespiti e dei magazzini scorte e ricambi, rispetto
agli oneri e alle spese previsti nel piano di ristrutturazione, a condizione che abbia
presentato la relazione annuale sullo stato di avanzamento delle misure di ristrutturazione
di cui all’art. 23 del regolamento (CE) n. 968/2006 e anche nel caso di cui all’art. 3,
comma 3 del presente decreto.
5. Nel caso di richiesta di svincolo parziale, l’AGEA –Organismo pagatore, su
autorizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, svincola la
cauzione mantenendo almeno il 20% di garanzia sull’importo di ciascuna rata dell’aiuto
alla ristrutturazione fino al verificarsi delle condizioni di cui al precedente comma 3.
6. Tranne in caso di forza maggiore, la cauzione è incamerata se le condizioni di cui all’art.
22, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 968/2006 non sono soddisfatte entro il 30
settembre 2011.
Articolo 3
(Relazioni delle imprese)
1. L’impresa beneficiaria dell'aiuto alla ristrutturazione presenta al Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, Direzione Generale della Trasformazione Agroalimentare
e dei Mercati, una relazione annuale sullo stato di avanzamento delle misure previste nel
piano di ristrutturazione, ai sensi dell’art. 23, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.
968/2006.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
4
2. La relazione deve essere presentata entro i tre mesi successivi alla fine della campagna di
commercializzazione nel corso della quale le suddette misure sono state realizzate.
3. L’impresa può presentare la relazione prima del termine della campagna di
commercializzazione, a condizione che tutte le misure previste per quella campagna di
commercializzazione siano state realizzate prima della presentazione della relazione
stessa, ad eccezione delle misure e degli interventi di natura continuativa, quali quelli di
carattere sociale e quelli necessari per l’ordinaria gestione del processo di
smantellamento degli stabilimenti dismessi.
Articolo 4
(Relazioni alla Commissione europea)
1. Le relazioni, di cui all’art. 24 del regolamento (CE) n. 968/2006, sono trasmesse alla
Commissione europea entro i sei mesi successivi alla fine di ciascuna campagna di
commercializzazione da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
Direzione Generale della Trasformazione Agroalimentare e dei Mercati.
2. Ai fini di cui al precedente comma 1, la Direzione Generale per le Politiche Strutturali e
lo Sviluppo Rurale e l’AGEA – Organismo pagatore trasmettono alla Direzione Generale
della Trasformazione Agroalimentare e dei Mercati, per quanto di rispettiva competenza,
le informazioni circa l’attuazione degli articoli 6 e 7 del regolamento (CE) n. 320/2006 e
i pagamenti dell’aiuto alla ristrutturazione, entro e non oltre i cinque mesi dalla fine della
campagna di commercializzazione di cui trattasi.
Articolo 5
(Controlli)
1. I controlli e le ispezioni di cui all’art. 25 del regolamento (CE) n. 968/2006 sono
effettuati da una Commissione, nominata dal Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali con successivo provvedimento del Direttore Generale della Trasformazione
Agroalimentare e dei Mercati.
2. La Commissione di cui al comma precedente, se del caso, può effettuare controlli
supplementari, oltre a quelli previsti al precedente comma 1, dandone preventiva
informazione all’impresa interessata.
Articolo 6
(Recupero e sanzioni)
1. Ai fini del recupero degli aiuti erogati e dell’irrogazione di sanzioni in caso di
inadempimento, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 26 e 27 del regolamento
(CE) n. 968/2006.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
5
Il presente decreto sarà trasmesso agli organi di controllo per gli adempimenti di competenza
e sarà pubblicato sul sito internet del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Roma,
IL MINISTRO
1 commento » (11 visite)
Indietro Altre notizie



