ZuccheroAmaro

venerdì, agosto 1, 2008, 09:45 AM
Contro di noi si sta usando il ricatto più vile, quello degli ex dipendenti Sadam. Vogliono mettere i cittadini che difendono l’ambiente contro i lavoratori che rischiano il licenziamento". E’ l’ultima accusa lanciata dal comitato spontaneo Val d’Ete - S. Girolamo - Montone nella protesta contro la realizzazione della centrale a biomasse prevista nella riconversione delle zuccherificio Eridania-Sadam. Di pari passo con il procedere dei tavoli tecnici per l’ubicazione e la costruzione dell’impianto continua, infatti, anche l’opposisione della popolazione che la centrale non la vuole.

Il comitato Val d’Ete - San Girolamo - Montone si rivolge al sindaco Saturnino Di Ruscio e all’assessore regionale Paolo Petrini criticandoli per non avere consultato i cittadini: "Avete fatto per conto vostro, avete pensato di saperne di più dell’intera popolazione. Invece, intorno alla lotta contro la centrale sono sorti comitati spontanei, è rinata una comunità di cittadini".

Dopo aver ribadito che l’impianto inquina, che non porta richezza al nostro territorio e che favorisce uno sfruttamento delle risorse dei paesi meno sviluppati, i residenti della Val d’Ete rilanciano più che mai la loro lotta: "Vedremo alla fine se prevarranno le scelte imposte dall’alto o la volontà dei cittadini organizzati democraticamente dal basso".

I comitati di protesta sono sempre più agguerriti nelle loro posizioni e iniziano a muoversi in maniera compatta. Dopo aver annunciato la nascita di un’ampia organizzazione che si occupi di tutte le questioni ambietali, ora emerge una nuova iniziativa dal gruppo Val d’Ete - San Girolamo - Montone: una grande manifestazione popolare di protesta da organizzare a settembre in piazza del Popolo.
(fonte: www.ilrestodelcarlino.it)

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martedì, luglio 29, 2008, 10:10 AM
Roma, 28 luglio 2008
Incontro col ministro Zaia
Nel pomeriggio di martedì 22 luglio si è svolto, presso il ministero dell'Agricoltura, l'incontro fra i soggetti della filiera saccarifera e il ministro Zaia. Tema all'ordine del giorno la presentazione del documento comune (sottoscritto da tutte le associazioni agricole e bieticole, da Unionzucchero e dal sindacato) contenente: l'analisi della situazione bieticola saccarifera dopo tre anni d'applicazione della nuova Ocm ed i fabbisogni e gli interventi nazionali e comunitari indispensabili per la sopravvivenza del settore. Dopo una rapida illustrazione del documento il ministro ne ha apprezzato il contenuto e condiviso la gravità della situazione, per poi cimentarsi in un’analisi dei fenomeni vissuti dai mercati internazionali, caratterizzati dall'aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime agricole. Il ministro ha quindi evidenziato che l’andamento di detti mercati dovrà essere sempre più il punto di riferimento per le produzioni agricole. A seguito della premessa, ha precisato Zaia, non ci sono e non ci saranno ulteriori risorse nazionali da destinare al settore, nonostante i risparmi effettuati in questi anni sui plafond assegnati e che, senza assumersi responsabilità sull'esito del negoziato, presenterà alla Commissione europea le richieste avanzate dalla filiera in ordine alla revisione dell'Ocm. A tal proposito, il ministro, ha invitato i firmatari delle proposte ad individuare le figure tecniche che, “bontà sua”, potranno accompagnarlo ai negoziati. Se il proseguio del confronto non subirà modifiche, per il settore ci sarà ben poco da fare. Addio da subito alla bietola meridionale e, fra un paio d'anni, a quella padana. Gli interventi richiesti dalla filiera sono della massima urgenza soprattutto per il sud. Se non si prende nemmeno in considerazione la possibilità di rivedere gli aiuti nazionali, a settembre chi si impegnerà a seminare bietole nel meridione? Oltretutto, negando la possibilità di rivedere gli aiuti nazionali, sarà scontata la risposta negativa della Commissione europea: perchè rivedere la riforma o prolungare la fase transitoria se neanche il governo italiano dimostra di credere alle necessità del settore? Vedremo se, quella di Zaia, è stata una prima risposta a caldo a cui seguiranno riflessioni diverse. Sul versante riconversioni abbiamo evidenziato l'esigenza di riaprire il tavolo ministeriale. Al momento il ministro si è impegnato a redarre un documento di ricognizione della situazione. Di certo non siamo soddisfatti, per l'esito dell'incontro e, stante la situazione, stiamo valutando la mobilitazione del settore già dal mese di settembre.

Incontro con Regione Toscana
Nel pomeriggio del 24 luglio, le cose sono andate meglio in Regione Toscana. Dopo le polemiche delle ultime settimane con le reciproche accuse scambiate fra l'amministrazione comunale di Castiglion Fiorentino ed Eridania Sadam, siamo riusciti a riconsiderare un programma comune di lavoro. Tutti i soggetti: Regione, Provincia, Comune, Azienda e Sindacato; hanno ribadito che, alle condizioni previste dall'accordo, l'obiettivo di realizzazione del progetto rimane comune. A tal fine la Regione Toscana, assumendo l’incarico assegnatole dal medesimo accordo, si è impegnata ad un ruolo di coordinamento ed alla promozione di riunioni tecniche fra uffici istituzionali preposti e azienda per rimuovere con maggior facilità gli ostacoli incontrati. L'azienda da parte sua ha ribadito la volontà di voler procedere con il massimo sforzo e con la massima rapidità possibile alla presentazione del progetto complessivo sottoscritto nel dicembre scorso. Prossimo appuntamento, quindi, a metà settembre al Tavolo regionale, per valutare fra tutti i soggetti lo stato d'avanzamento prodotto.

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Sempre nella giornata del 24 luglio abbiamo inoltrato una richiesta d'incontro a Italia Zuccheri ed a Finbieticola per valutare le riconversioni previste.


Stante la rilevanza delle problematiche che ci vedono ormai quotidianamente impegnati ai vari tavoli nazionali e locali, preannunciamo fin da ora la convocazione del coordinamento sindacale nazionale per il mese di settembre (seguirà convocazione) per valutare la situazione ed assumere le iniziative necessarie.

Cordialità

FAI CISL
FLAI CGIL
UILA UIL

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lunedì, luglio 28, 2008, 09:10 AM
(AGI) - Cagliari, 25 lug. - Casic e Regione sarda si sono impegnati a intervenire sul ministero dell’Ambiente per rendere disponibile l’area nella zona industriale di Macchiareddu (Cagliari), dove potrebbe essere realizzato il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio di Villasor. Se n’e’ parlato oggi in un incontro all’assessorato all’Industria cui hanno partecipato rappresentanti della Regione, il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, il sindaco di Villasor, Walter Marongiu, gli amministratori dell’Eridania-Sadam e della PowerCrop, e i delegati delle segreterie regionali, provinciali e delle Rsu dell’Eridania-Sadam.

L’area assegnata dal Casic alla societa’ PowerCrop per la costruzione di una centrale e’ inserita nel sito di interesse ambientale nazionale “Sulcis-Iglesiente-Guspinese” e per l’avvio dei lavori e’ necessario liberare l’area dal vincolo.

Il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio prevede che Powercop realizzi un impianto di generazione elettrica a ciclo combinato della potenza di circa 50 MWe, costituito da due sezioni di cui una alimentata da biomassa lignocellulosica, l’altra da olio vegetale, e di un altro impianto per l’estrazione dell’olio: a questo sara’ associato una terza struttura a biogas.

Il sindaco di Villasor ha confermato la disponibilita’, qualora l’area assegnata non risultasse idonea all’insediamento produttivo di riconversione, ad ospitare l’iniziativa nell’area dell’ex Zuccherificio.

Le parti, non appena ricevuta comunicazione dal Casic, saranno riconvocate dall’assessorato all’Industria. (AGI)

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venerdì, luglio 25, 2008, 09:37 AM
Segue l'elenco delle situazione in tutti i siti interessati.

- Casei Gerola (Lombardia): progetto a bioetanolo non ancora
passato al vaglio della valutazione d'impatto ambientale. E'
stato convocato il tavolo presso la regione Lombardia per il
prossimo 29 luglio. Vi lavorano 470 addetti tra fissi e
avventizi.
- Portoviro (Veneto): progetto per centrale a bioetanolo
presentato alla Provincia. In attesa delle autorizzazioni. Vi
lavorano 310 addetti tra fissi e avventizi.
- Bondeno (Emilia-Romagna): progetto per una centrale a
biomasse. Gia' autorizzato e pronto alla cantierabilita',
progetto di bonifica ambientale e riconversione
commerciale gia' approvato dal piano regolatore. Vi lavorano
287 addetti tra fissi e avventizi.
- Pontelagoscuro (Emilia-Romagna): riconversione in impianto di
trasformazione di conserve vegetali. E' stata acquisita l'area
e sono stati definiti gli accordi di filiera. Vi lavorano 300
addetti tra fissi e avventizi.
- Ostellato (Emilia-Romagna): progetto ancora da passare al
vaglio delle istituzioni locali per una centrale a biomasse. Vi
lavorano 288 addetti tra fissi e avventizi.
- Finale Emilia (Emilia-Romagna): progetto per centrale a
biomasse gia' autorizzato e pronto alla cantierabilita'. Vi
lavorano 287 addetti tra fissi e avventizi.
- S.Pietro in Casale (Emilia-Romagna): progetto per
riconversione in bio-plastica gia' approvato e cantierabile. Vi
lavorano 263 addetti tra fissi e avventizi.

- Forlimpopoli (Emilia-Romagna): progetto per centrale a
biomasse e mantenimento del confezionamento, cantierabile. Vi
lavorano 263 addetti tra fissi e avventizi.
- Russi (Emilia-Romagna): progetto per centrale a biomasse gia'
approvato e cantierabile. Attivita' di confezionamento,
riqualificazione ambientale con parco turistico. Vi lavorano
390 addetti tra fissi e avventizi.
- Jesi (Marche): progetto per il confezionamento, centrale ad
olio vegetale, turbogas. Per settembre e' prevista la
valutazione d'impatto ambientale. Vi lavorano 250 addetti tra
fissi e avventizi.
- Fermo (Marche): centrale a biomasse, attivita' di engeenering
sulle energie alternative, unita' produttiva per la costruzione
di pannelli in silicio per il fotovoltaico. E' ancora aperta la
querelle sull'area da utilizzare, anche se l'azienda ne ha gia
opzionato una. Si prevede lo sblocco della situazione per
settembre. Vi lavorano 406 addetti tra fissi e avventizi.
- Castiglion Fiorentino (Toscana): centrale a biomasse e ad
olio vegetale, qualificazione ambientale con impegno a
contribuire per la costruzione di beni pubblici (asilo e
parco). Progetto bloccato dal Comune anche se ha firmato
l'accordo generale. Incontro il 24 luglio presso la Regione
Toscana. Vi lavorano 300 addetti tra fissi e avventizi.
- Celano (Abruzzo): centrale a biomasse, produzione vegetale
IV° gamma, serre. I progetti sono stati approvati c'e' il
blocco delle autorizzazioni per motivi istituzionali.Vi
lavorano 240 addetti tra fissi e avventizi.
- Foggia (Puglia): confezionamento e centrale spostati a
Brindisi. I progetti sono stati approvati e sono pronti alla
cantierabilita'. Si aggiunge anche una riconversione
commerciale dell'area gia' condivisa con la Regione Puglia. Vi
lavorano 268 addetti tra fissi e avventizi.
- Villasor (Sardegna): centrale a biomasse e ad olio vegetale,
progetto approvato e da effettuarsi nell'area di Macchiareddu.
L'impatto ambientale ha subito uno stop causato da un vincolo
sull'area, condiviso dal Ministero dell'ambiente del Governo
precedente ma sconosciuto anche dalla Regione Sardegna. Si
effettuera' un incontro apposito con il Ministro Prestigiacomo.
Vi lavorano 230 addetti tra fissi e avventizi.
- Stabilimenti rimasti in attivita': S.Quirico (Parma),
Pontelongo (Padova), Minerbio (Bologna), Zuccherificio del
Molise (Termoli). Vi lavorano circa 1.200 addetti tra fissi e
avventizi.

(fonte: www.agi.it)


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mercoledì, luglio 23, 2008, 11:16 PM
(AGI) - Roma, 23 lug - Incontro tra il ministro per le politiche agricole Luca Zaia e i rappresentanti della filiera bieticolo-saccarifera che presenteranno al ministro un documento unitario sulla situazione e le prospettive del settore. "Riteniamo particolarmente importante - dichiara il segretario nazionale della Uila-Uil Tiziana Bocchi - il fatto che tutte le componenti della filiera abbiano definito e sottoscritto un documento comune che ha come obiettivo la difesa e la valorizzazione di cio' che e' rimasto del settore, dopo la rifoma Ocm del 2006. Dobbiamo riprendere il confronto con l'Europa per garantire il sostegno necessario, in termini di strumenti e risorse, per non far sparire del tutto la produzione italiana dopo il 2013. Per questo chiediamo al ministro di sostenere le nostre proposte e di fare sistema con tutta la filiera per essere piu' forti in Europa. Insieme a Fai e Flai, inoltre, Chiederemo a Zaia di intervenire per accelerare al massimo la cantierabilita' dei progetti di riconversione dei 15 stabilimenti costretti a chiudere e di intervenire, a tal fine, sulle istituzioni locali per rimuovere gli ostacoli ancora presenti".(AGI)
(da: www.agi.it)

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