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		<title>ZuccheroAmaro</title>
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		<description><![CDATA[zuccheroamaro@censurati.it]]></description>
		<copyright>Copyright 2009, Marilena Serafini</copyright>
		<managingEditor>Marilena Serafini</managingEditor>
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			<title>Lettera degli ex dipendenti fermani a Silvio</title>
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			<description><![CDATA[Fermo, 13 gennaio 2009 - Alla fine esasperati, hanno scritto pure al presidente del consiglio Silvio Berlusconi gli ex lavoratori della Sadam Eridania che non ne possono più del clima di scontro e incertezza che si è creato a Fermo sulla vicenda riconversione.<br /><br /> <br /><br />Parlano delle loro famiglie che, scrivono, ‘rischiano di finire sulla strada a causa di piccoli interessi personali’: &quot;Le vorremmo chiedere un suo particolare interessamento nella soluzione del problema riconversione, nella nuova provincia marchigiana, perché fino ad ora abbiamo assistito solo ad un teatrino della politica locale che non ha prodotto alcun risultato positivo se non una guerra tra poveri&quot;.<br />Gli operai si sono detti più volte amareggiati, vittime incolpevoli di un sistema che non trova soluzioni. Sono finiti pure per essere i nemici degli ambientalisti e si sentono ormai isolati, un centinaio di persone contro le oltre 6 mila che hanno firmato contro il progetto di riconversione.<br />Per questo chiedono l’aiuto di Berlusconi: &quot;Siamo certi che lei saprà intervenire nei modi opportuni, sempre nel totale rispetto della legge, magari sollecitando i Parlamentari del territorio perché intervengano seriamente, per risolvere questa questione infinita e tutelare il nostro posto di lavoro e il futuro delle nostre famiglie&quot;.<br />(fonte: il resto del Carlino)]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 06:00:33 GMT</pubDate>
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			<title>RICONVERSIONE FERMO</title>
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			<description><![CDATA[Fermo, 8 gennaio 2009 - C’è gran fermento in vista del Consiglio comunale di domani sera, che dovrebbe dare un parere definitivo sul progetto di riconversione della Sadam. Si mobilita pure la Ned Silicon, che ha convocato per oggi una conferenza stampa (intitolata: &#039;Ned una opportunità di sviluppo compatibile con l’ambiente&#039;), alla quale prenderanno parte il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti, e il presidente di Confindustria Marche, Federico Vitali. Dall’altra parte si è mobilitato il comitato Girola, per far arrivare in Consiglio il maggior numero possibile di fermani.<br /><br />Intanto è Daniele Fortuna, consigliere del Partito Socialista, a offrire un argomento in più per la discussione. Fortuna prende spunto dalle tre mozioni che saranno discusse domani sera in Consiglio e che sostanzialmente vanno tutte nella stessa direzione, il ‘no’ al progetto di riconversione, così come prefigurato dall’accordo del luglio 2007: &quot;Tutte e tre le mozioni — rileva Fortuna — fanno riferimento ai notevoli cambiamenti che sono avvenuti dalla sottoscrizione dell’accordo di programma a oggi, ma nessuna sottolinea la novità più importante, ossia la grande crisi economica e occupazionale che nel frattempo ha investito il nostro Paese&quot;.<br /><br />Fortuna sostiene che le esigenze legate alla difesa dell’ambiente possono coesistere con quelle dello sviluppo e dell’occupazione: &quot;Di tutta questa vicenda la cosa che più mi colpisce è la mancanza di dialogo tra coloro che hanno posizioni diverse, tutte portatrici di interessi importanti da tenere in considerazione. Con uno spirito costruttivo, si potrebbe attivare un tavolo di confronto, per raggiungere un compromesso largamente condiviso.<br /><br />Per esempio, si potrebbe rinunciare a costruire una centrale della grandezza proposta, ma costruirne una più piccola di 4/5 megawatt, che utilizzi soltanto il girasole coltivato dai nostri agricoltori&quot;. Secondo Fortuna la Ned è invece un’opportunità da non perdere: &quot;La sperimentazione della lavorazione del silicio durerà 3 o 4 anni e alla fine la Ned valuterà se è possibile radicarsi ed espandersi nel nostro territorio&quot;. A quel punto, conclude Fortuna, si potrebbe trovare un sito alternativo, per consentire all’azienda di proseguire nella sua innovativa attività e ripensare a una riconversione idonea per il sito dello zuccherificio.<br />(FONTE: Il Resto del Carlino)]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 16:49:26 GMT</pubDate>
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			<title>Intesa su estensione Cigs a 14mila lavoratori</title>
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			<description><![CDATA[Roma, 17 dic. (Apcom) - Via libera al piano di ammortizzatori sociali per i 14mila lavoratori interessati dai progetti di riconversione degli ex zuccherifici dismessi a seguito della riforma Ocm. L&#039;intesa è stata raggiunta questo pomeriggio a Roma tra Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, Unionzuccheri e tutte le aziende saccarifere. <br /><br />L&#039;intesa prevede l&#039;estensione della cassa integrazione, in scadenza al prossimo 31 dicembre, per tutto il periodo che servirà all&#039;attuazione delle riconversioni, garantendo un reddito medio di 1.380 al mese per lavoratore. L&#039;accordo sarà presentato dalle parti sociali il prossimo 30 dicembre al ministero del Welfare, che dovrà dare il nullaosta definitivo al piano. <br /><br />&quot;Oggi abbiamo messo un tassello importante per costruire il futuro del settore saccarifero&quot;, ha dichiarato il segretario nazionale della Flai-Cgil, Antonio Mattioli - con un piano di ammortizzatori sociali che riesce a coprire il reddito dei lavoratori fino a quando i progetti di riconversione non saranno portati a compimento&quot;. <br /><br />La parola passa ora al ministero del Welfare &quot;che dovrà impegnarsi - conclude Mattioli - per dare attuazione al piano di ammortizzatori così come previsto dall&#039;intesa tra tutte le parti sociali del settore. Qualora tale piano dovesse essere confermato dal ministero, non vi sarebbe più alcun alibi per non procedere all&#039;attivazione di tutti e quindici i progetti di riconversione&quot;. <br />(ApCom)<br /><br />]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 08:37:20 GMT</pubDate>
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			<title>Sadam: ruspe all’opera</title>
			<link>http://zuccheroamaro.altervista.org/index.php?entry=entry080827-105602</link>
			<description><![CDATA[Fermo, 26 agosto 2008- La fine dell’epoca Sadam nel Fermano da ieri è ancora più visibile. E’ iniziata, infatti, la demolizione di gran parte dell’impianto di Campiglione.<br />Dopo la chiusura, lo stabilimento era rimasto vuoto, ma pur sempre intatto, e molti, se non fosse stato per le polemiche sulla riconversione, quasi non ci avrebbero fatto caso al fatto che lo zuccherificio non fosse più funzionante. Invece, ieri mattina, vedendo le ruspe in azione., l’effetto per tutti è stato diverso perché anche visivamente ci si rende conto che termina un periodo industriale che ha segnato in modo netto lo sviluppo economico e sociale della nostra zona.<br /><br />“Al di là della querelle sulla riconversione - ci ha detto Gabriele Monaldi della Rsu - provoca un grosso dispiacere assistere alla demolizione. La Sadam era una fabbrica che andava bene, dava ricchezza al territorio, ma le logiche del mercato e della politica hanno voluto questa fine così pesante per il Fermano”.<br /><br />“Programmavamo il lavoro annuale in funzione delle barbabietole - ci dice Giovanni, un agricoltore di Rapagnano - lo zuccherificio che fumava poteva far arrabbiare gli abitanti di Campiglione, ma era anche il segno di lavoro e ricchezza per gli operai, per i tanti stagionali, per noi agricoltori e per tutto l’indotto. Vedere abbattere l’impianto, mi fa davvero tanto male”.<br /><br />La demolizione è iniziata dalla zona dello scarico delle barbabietole,dove vengono rimossi i nastri trasportatori, le pedane e le torri. Di tutte le strutture esistenti su un’area di circa 20 ettari, rimarranno soltanto parte degli uffici, la mensa, un magazzino interno e quello vicino ai campi da tennis, che dovrebbe essere utilizzato per l’attività della Ned. Sarà abbattuto anche il grande padiglione delle polpe, che negli anni scorsi aveva anche ospitatato ‘Tipicità’.<br /><br />(fonte: <a href="http://www.ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com" target="_blank" >www.ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com</a>)]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 08:56:02 GMT</pubDate>
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			<title>prosciuga un laghetto dell&#039;area ex. zuccherificio di Castiglion Fiorentino</title>
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			<description><![CDATA[E&#039; stato prosciugato uno dei laghetti dell&#039;area Sadam di Castiglion Fiorentino, malgrado gli accordi firmati con l&#039;Amministrazione comunale di Castiglion Fiorentino (AR), attualmente resta solo uno laghetto con acqua, gli accordi ne prevedono due.<br />Questi laghetti sono stati sorvegliati molto spesso recentemente da Italia Nostra sezione Valdichiana  non c&#039;è la  possibilità che si sia prosciugato in modo naturale,  dove finita  la fauna acquatica ?? non ci sono ne tracce   ....ne risposta da parte della SADAM.<br /><br />Italia Nostra Valdichiana  indignata denuncia il GRAVISSIMO  DANNO  all&#039;ambiente ed alla fauna, commesso senza considerare le grave conseguenze per gli uccelli migratori,( questa area essendo stata riconosciuta  sosta per la rotta migratoria)la fauna acquatica ed altro.<br />Siamo molto preoccupati per il presente ed il futuro di tutta l&#039;area SADAM.<br />In agosto 2007  Italia Nostra aveva già denunciato la volontà della SADAM  di svuotare un laghetto,  fermato in tempo dal rapido intervento dell&#039;Amministrazione comunale .<br />                        <br />Chiediamo alle Amministrazioni, locale Provinciale e Regionale di attivarsi per un ripristino immediato del laghetto, nelle condizioni idonee per la fauna e l&#039;ecosistema dell&#039;area, e risposta da parte della SADAM.<br /><br />Mariarita Signorini<br />(fonte: <a href="http://www.arezzonotizie.it" target="_blank" >www.arezzonotizie.it</a>)        ]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 05:49:31 GMT</pubDate>
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			<title>Co.Pro.B. ha iniziato la campagna</title>
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			<description><![CDATA[(AGI) - Bologna, 4 ago. -Il Gruppo Co.Pro.B. Cooperativa produttori Bieticoli, leader nazionale della produzione di zucchero con il 56% di quota, ha iniziato la campagna saccarifera nei suoi due stabilimenti di Minerbio (BO) e di Pontelongo (PD), rispettivamente il 28 luglio e il 1° agosto.<br />La campagna 2008/2009 ha beneficiato di un aumento delle contrattazioni rispetto alla campagna precedente: i 5.200 bieticoltori di cui circa 1.800 soci della Cooperativa - conferiranno infatti alle fabbriche oltre 2 milioni di tonnellate di bietole provenienti da un seminativo di oltre 36.000 ettari. Nello stabilimento di Minerbio la conclusione del piano investimenti del triennio 2006-2008, pari a circa 25 milioni di euro, ha consentito un avvio di lavorazione regolare. Per quanto riguarda lo zuccherificio di Pontelongo, invece, l&#039;inizio sarà più graduale, in considerazione dei rilevanti interventi di rinnovamento degli impianti messi in atto per affrontare la sfida del nuovo mercato dello zucchero.<br /> Per lo stabilimento veneto, infatti, il piano di investimenti del valore di circa 40 milioni di euro iniziato nel 2006 e che terminerà nel 2009 consentirà già dalla presente campagna l&#039;aumento della potenzialità giornaliera di lavorazione bietole, portandola da 14.000 tonnellate a 16.000 tonnellate.<br />(fonte: <a href="http://www.agi.it" target="_blank" >www.agi.it</a>)]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 08:04:14 GMT</pubDate>
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			<title>Fermo: a settembre manifestazione di protesta in piazza</title>
			<link>http://zuccheroamaro.altervista.org/index.php?entry=entry080801-094529</link>
			<description><![CDATA[Contro di noi si sta usando il ricatto più vile, quello degli ex dipendenti Sadam. Vogliono mettere i cittadini che difendono l’ambiente contro i lavoratori che rischiano il licenziamento&quot;. E’ l’ultima accusa lanciata dal comitato spontaneo Val d’Ete - S. Girolamo - Montone nella protesta contro la realizzazione della centrale a biomasse prevista nella riconversione delle zuccherificio Eridania-Sadam. Di pari passo con il procedere dei tavoli tecnici per l’ubicazione e la costruzione dell’impianto continua, infatti, anche l’opposisione della popolazione che la centrale non la vuole.<br /><br />Il comitato Val d’Ete - San Girolamo - Montone si rivolge al sindaco Saturnino Di Ruscio e all’assessore regionale Paolo Petrini criticandoli per non avere consultato i cittadini: &quot;Avete fatto per conto vostro, avete pensato di saperne di più dell’intera popolazione. Invece, intorno alla lotta contro la centrale sono sorti comitati spontanei, è rinata una comunità di cittadini&quot;.<br /><br />Dopo aver ribadito che l’impianto inquina, che non porta richezza al nostro territorio e che favorisce uno sfruttamento delle risorse dei paesi meno sviluppati, i residenti della Val d’Ete rilanciano più che mai la loro lotta: &quot;Vedremo alla fine se prevarranno le scelte imposte dall’alto o la volontà dei cittadini organizzati democraticamente dal basso&quot;.<br /><br />I comitati di protesta sono sempre più agguerriti nelle loro posizioni e iniziano a muoversi in maniera compatta. Dopo aver annunciato la nascita di un’ampia organizzazione che si occupi di tutte le questioni ambietali, ora emerge una nuova iniziativa dal gruppo Val d’Ete - San Girolamo - Montone: una grande manifestazione popolare di protesta da organizzare a settembre in piazza del Popolo.<br />(fonte: <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it" target="_blank" >www.ilrestodelcarlino.it</a>)<br />]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 07:45:29 GMT</pubDate>
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			<title>Comunicato sindacale del 28 luglio 2008</title>
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			<description><![CDATA[<i>Roma, 28 luglio 2008</i><br /><b>Incontro col ministro Zaia</b><br />Nel pomeriggio di martedì 22 luglio si è svolto, presso il ministero dell&#039;Agricoltura, l&#039;incontro fra i soggetti della filiera saccarifera e il ministro Zaia. Tema all&#039;ordine del giorno la presentazione del documento comune (sottoscritto da tutte le associazioni agricole e bieticole, da Unionzucchero e dal sindacato) contenente: l&#039;analisi della situazione bieticola saccarifera dopo tre anni d&#039;applicazione della nuova Ocm ed i fabbisogni e gli interventi nazionali e comunitari indispensabili per la sopravvivenza del settore. Dopo una rapida illustrazione del documento il ministro ne ha apprezzato il contenuto e condiviso la gravità della situazione, per poi cimentarsi in un’analisi dei fenomeni vissuti dai mercati internazionali, caratterizzati dall&#039;aumento dei prezzi del petrolio e delle materie prime agricole. Il ministro ha quindi evidenziato che l’andamento di detti mercati dovrà essere sempre più il punto di riferimento per le produzioni agricole. A seguito della premessa, ha precisato Zaia, non ci sono e non ci saranno ulteriori risorse nazionali da destinare al settore, nonostante i risparmi effettuati in questi anni sui plafond assegnati e che, senza assumersi responsabilità sull&#039;esito del negoziato, presenterà alla Commissione europea le richieste avanzate dalla filiera in ordine alla revisione dell&#039;Ocm. A tal proposito, il ministro,  ha invitato i firmatari delle proposte ad individuare le figure tecniche che, “bontà sua”, potranno  accompagnarlo ai negoziati. Se il proseguio del confronto non subirà modifiche, per il settore ci sarà ben poco da fare. Addio da subito alla bietola meridionale e, fra un paio d&#039;anni, a quella padana. Gli interventi richiesti dalla filiera sono della massima urgenza soprattutto per il sud. Se non si prende nemmeno in considerazione la possibilità di rivedere gli aiuti nazionali, a settembre chi si impegnerà a seminare bietole nel meridione? Oltretutto, negando la possibilità di rivedere gli aiuti nazionali, sarà scontata la risposta negativa della Commissione europea: perchè rivedere la riforma o prolungare la fase transitoria se neanche il governo italiano dimostra di credere alle necessità del settore? Vedremo se, quella di Zaia, è stata una prima risposta a caldo a cui seguiranno riflessioni diverse. Sul versante riconversioni abbiamo evidenziato l&#039;esigenza di riaprire il tavolo ministeriale. Al momento il ministro si è impegnato a redarre un documento di ricognizione della situazione. Di certo non siamo soddisfatti, per l&#039;esito dell&#039;incontro e, stante la situazione, stiamo valutando la mobilitazione del settore già dal mese di settembre. <br /><br /><b>Incontro con Regione Toscana</b><br />Nel pomeriggio del 24 luglio, le cose sono andate meglio in Regione Toscana. Dopo le polemiche delle ultime settimane con le reciproche accuse scambiate fra l&#039;amministrazione comunale di Castiglion Fiorentino ed Eridania Sadam, siamo riusciti a riconsiderare un programma comune di lavoro. Tutti i soggetti: Regione, Provincia, Comune, Azienda e Sindacato; hanno ribadito che, alle condizioni previste dall&#039;accordo, l&#039;obiettivo di realizzazione del progetto rimane comune. A tal fine la Regione Toscana, assumendo l’incarico assegnatole dal medesimo accordo, si è impegnata ad un ruolo di coordinamento ed alla promozione di riunioni tecniche fra uffici istituzionali preposti e azienda per rimuovere con maggior facilità gli ostacoli incontrati. L&#039;azienda da parte sua ha ribadito la volontà di voler procedere con il massimo sforzo e con la massima rapidità possibile alla presentazione del progetto complessivo sottoscritto nel dicembre scorso. Prossimo appuntamento, quindi, a metà settembre al Tavolo regionale, per valutare fra tutti i soggetti lo stato d&#039;avanzamento prodotto.<br /><br />------ -----<br /><br />Sempre nella giornata del 24 luglio abbiamo inoltrato una richiesta d&#039;incontro a Italia Zuccheri ed  a Finbieticola per valutare le riconversioni previste.   <br /><br /><br />Stante la rilevanza delle problematiche che ci vedono ormai quotidianamente impegnati ai vari tavoli nazionali e locali, preannunciamo fin da ora la convocazione del coordinamento sindacale nazionale per il mese di settembre (seguirà convocazione) per valutare la situazione ed assumere le iniziative necessarie.<br /><br />Cordialità<br />       <br />FAI CISL<br />FLAI CGIL                                     <br />UILA UIL<br />]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 08:10:29 GMT</pubDate>
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			<title>VILLASOR: IMPEGNO REGIONE E CASIC PER AREA</title>
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			<description><![CDATA[(AGI) - Cagliari, 25 lug. - Casic e Regione sarda si sono impegnati a intervenire sul ministero dell’Ambiente per rendere disponibile l’area nella zona industriale di Macchiareddu (Cagliari), dove potrebbe essere realizzato il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio di Villasor. Se n’e’ parlato oggi in un incontro all’assessorato all’Industria cui hanno partecipato rappresentanti della Regione, il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, il sindaco di Villasor, Walter Marongiu, gli amministratori dell’Eridania-Sadam e della PowerCrop, e i delegati delle segreterie regionali, provinciali e delle Rsu dell’Eridania-Sadam.<br /><br />L’area assegnata dal Casic alla societa’ PowerCrop per la costruzione di una centrale e’ inserita nel sito di interesse ambientale nazionale “Sulcis-Iglesiente-Guspinese” e per l’avvio dei lavori e’ necessario liberare l’area dal vincolo.<br /><br />Il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio prevede che Powercop realizzi un impianto di generazione elettrica a ciclo combinato della potenza di circa 50 MWe, costituito da due sezioni di cui una alimentata da biomassa lignocellulosica, l’altra da olio vegetale, e di un altro impianto per l’estrazione dell’olio: a questo sara’ associato una terza struttura a biogas.<br /><br />Il sindaco di Villasor ha confermato la disponibilita’, qualora l’area assegnata non risultasse idonea all’insediamento produttivo di riconversione, ad ospitare l’iniziativa nell’area dell’ex Zuccherificio.<br /><br />Le parti, non appena ricevuta comunicazione dal Casic, saranno riconvocate dall’assessorato all’Industria. (AGI) <br />]]></description>
			<category></category>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 07:10:26 GMT</pubDate>
			<comments>http://zuccheroamaro.altervista.org/comments.php?y=08&amp;m=07&amp;entry=entry080728-091026</comments>
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			<title>Stato dell&#039;arte delle riconversioni</title>
			<link>http://zuccheroamaro.altervista.org/index.php?entry=entry080725-093746</link>
			<description><![CDATA[<i>Segue l&#039;elenco delle situazione in tutti i siti interessati.</i><br /><br />- Casei Gerola (Lombardia): progetto a bioetanolo non ancora<br />passato al vaglio della valutazione d&#039;impatto ambientale. E&#039;<br />stato convocato il tavolo presso la regione Lombardia per il<br />prossimo 29 luglio. Vi lavorano 470 addetti tra fissi e<br />avventizi.   <br />- Portoviro (Veneto): progetto per centrale a bioetanolo<br />presentato alla Provincia. In attesa delle autorizzazioni. Vi<br />lavorano 310 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Bondeno (Emilia-Romagna): progetto per una centrale a<br />biomasse. Gia&#039; autorizzato e pronto alla cantierabilita&#039;,<br />progetto di bonifica ambientale e riconversione 	    <br />commerciale gia&#039; approvato dal piano regolatore. Vi lavorano<br />287 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Pontelagoscuro (Emilia-Romagna): riconversione in impianto di<br />trasformazione di conserve vegetali. E&#039; stata acquisita l&#039;area<br />e sono stati definiti gli accordi di filiera. Vi lavorano 300<br />addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Ostellato (Emilia-Romagna): progetto ancora da passare al<br />vaglio delle istituzioni locali per una centrale a biomasse. Vi<br />lavorano 288 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Finale Emilia (Emilia-Romagna): progetto per centrale a<br />biomasse gia&#039; autorizzato e pronto alla cantierabilita&#039;. Vi<br />lavorano 287 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- S.Pietro in Casale (Emilia-Romagna): progetto per<br />riconversione in bio-plastica gia&#039; approvato e cantierabile. Vi<br />lavorano 263 addetti tra fissi e avventizi.<br /><br />- Forlimpopoli (Emilia-Romagna): progetto per centrale a<br />biomasse e mantenimento del confezionamento, cantierabile. Vi<br />lavorano 263 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Russi (Emilia-Romagna): progetto per centrale a biomasse gia&#039;<br />approvato e cantierabile. Attivita&#039; di confezionamento,<br />riqualificazione ambientale con parco turistico. Vi lavorano<br />390 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Jesi (Marche): progetto per il confezionamento, centrale ad<br />olio vegetale, turbogas. Per settembre e&#039; prevista la<br />valutazione d&#039;impatto ambientale. Vi lavorano 250 addetti tra<br />fissi e avventizi.   <br />- Fermo (Marche): centrale a biomasse, attivita&#039; di engeenering<br />sulle energie alternative, unita&#039; produttiva per la costruzione<br />di pannelli in silicio per il fotovoltaico. E&#039; ancora aperta la<br />querelle sull&#039;area da utilizzare, anche se l&#039;azienda ne ha gia<br />opzionato una. Si prevede lo sblocco della situazione per<br />settembre. Vi lavorano 406 addetti tra fissi e avventizi. <br />- Castiglion Fiorentino (Toscana): centrale a biomasse e ad<br />olio vegetale, qualificazione ambientale con impegno a<br />contribuire per la costruzione di beni	pubblici (asilo e<br />parco). Progetto bloccato dal Comune anche se ha firmato<br />l&#039;accordo generale. Incontro il 24 luglio presso la Regione<br />Toscana. Vi lavorano 300 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Celano (Abruzzo): centrale a biomasse, produzione vegetale<br />IV° gamma, serre. I progetti sono stati approvati c&#039;e&#039; il<br />blocco delle autorizzazioni per motivi istituzionali.Vi<br />lavorano 240 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Foggia (Puglia): confezionamento e centrale spostati a<br />Brindisi. I progetti sono stati approvati e sono pronti alla<br />cantierabilita&#039;. Si aggiunge anche una riconversione<br />commerciale dell&#039;area gia&#039; condivisa con la Regione Puglia. Vi<br />lavorano 268 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Villasor (Sardegna): centrale a biomasse e ad olio vegetale,<br />progetto approvato e da effettuarsi nell&#039;area di Macchiareddu.   <br />L&#039;impatto ambientale ha subito uno stop causato da un vincolo<br />sull&#039;area, condiviso dal Ministero dell&#039;ambiente del Governo<br />precedente ma sconosciuto anche dalla Regione Sardegna. Si<br />effettuera&#039; un incontro apposito con il Ministro Prestigiacomo.   <br />Vi lavorano 230 addetti tra fissi e avventizi.   <br />- Stabilimenti rimasti in attivita&#039;: S.Quirico (Parma),<br />Pontelongo (Padova), Minerbio (Bologna), Zuccherificio del<br />Molise (Termoli). Vi lavorano circa 1.200 addetti tra fissi e<br />avventizi.<br /><br />(fonte: <a href="http://www.agi.it" target="_blank" >www.agi.it</a>)<br /><br />]]></description>
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			<author>Marilena Serafini</author>
			<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 07:37:46 GMT</pubDate>
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